LA VITA DI UN UOMO NELLA STORIA DELL'UMANITA'

La storia è la visione, è la raccolta metodica delle complesse e contraddittorie esperienze umane, è la saggezza , saggezza non nell'assurdo senso di qualcosa di acquisito per sempre ma nel senso dinamico di uso intelligente delle esperienze umane precedenti a noi.

La nostra storia personale spazializzata e narratizzata si inserisce quindi in una storia umana più generale. Il modo in cui ci inseriamo nella storia umana ha sempre importanti conseguenze sulla vita personale, sulla capacità di elaborare progetti e attuarli, di limitare i danni degli inevitabili eventi stressanti e sulla capacità di non aggiungere alle situazioni , di per sé già difficili, personali “paturnie”.

L'esperienza nostra e l'esperienza degli altri

Diceva Darwin che non sopravvivono né i più forti né i più intelligenti ma quelli che si adattano meglio alla vita: questo può avvenire consapevolmente solo conoscendo e interpretando la realtà storica. Cioè la globalità dell'esperienza umana.

Capire superficialmente la storia è facile. Non lo è invece comprenderla e viverla a livello più profondo. E' una cosa complicatissima riuscire a creare un racconto - di noi stessi nella storia - che abbia un valore anche significativamente esistenziale, in cui vi sia non solo l'inserimento astratto della nostra mente, ma l'inserimento della nostra vita fisica in una storia vissuta.

E' necessario tenere in considerazione ambedue questi aspetti: da un lato imparare a capire come possiamo inserirci nella storia, dall'altro imparare a vedere come tutti gli aspetti della nostra vita - ed ovviamente di quella altrui – prendano senso dalla nostra personale visione della storia.

Essere un ponte?

E'vero che se la conoscenza storica rimane puramente intellettuale, per quanto fondamentale, essa perde comunque potere comunicativo concreto.

La consapevolezza di essere un ponte tra il passato e il futuro è uno degli elementi fondanti dell'essere umano: la nostra vita è questo passaggio.

Solo nella Storia, o almeno in una storia, possiamo infatti inserire con finalità chiare la nostra storia personale.

Nella storia sì, ma sempre soggetti

La nostra definizione di noi stessi deve dunque certamente confrontarsi con gli accadimenti storici ma non può ignorare la soggettività dell' Io .

Il centro del nostro agire è e deve restare in noi. La storia, per quanto importante, non deve assorbire quello che noi siamo: siamo una parte della storia, ma restiamo un Io.

Il valore che diamo a noi stessi e l'intensità esistenziale che sentiamo sgorgare da noi, esigono che agiamo per fini degni di noi e vogliamo conoscere questi fini!.

La storicizzazione non è infatti solo un inquadramento di fatti, di dati culturali o di tecnologie ma implica anche una notevole partecipazione soggettiva all'inquadramento storico; è molto più di una banale interpretazione di una sequenza di fatti.

La Storia è in realtà fatta di storie, di una complessa serie di storie, da quella della matematica a quella delle abitudini e delle morali sessuali, da quella dell'uso di strumenti e manufatti a quella dello sport…: ogni attività umana nasce dall'accumulo di molteplici esperienze ed è quindi una storia.

 

Dottor Guido Giorgio Ligabò, medico, psicologo,psicoterapeuta