Mitocondri: come mantenerli in salute

Maria Pia Festini

Naturopata | Tutor e Coach Sautón Academy | Consulente nutrizionale

I mitocondri, questi sconosciuti eppure così essenziali per vivere in salute.

Si stima che in una persona adulta ve ne siano ben dieci milioni di miliardi.

Vi sono cellule che ne contengono di più e cellule che ne contengono di meno.

La loro concentrazione varia in base all’attività metabolica degli organi: le cellule di cuore, cervello, fegato, reni e muscoli detengono il primato, mentre le cellule della pelle ne contengono pochi o nulla.

In questo articolo scopriremo meglio cosa sono, perché sono importanti, come ottimizzare il loro funzionamento e rallentare il processo d’invecchiamento attraverso il cibo che porti in tavola ogni giorno.

Ecco l’indice dell’articolo:

Cosa sono i mitocondri e loro funzione

Cosa sono i mitocondri e la loro funzione

I mitocondri sono organelli a forma di fagiolo che si trovano sospesi nel liquido acquoso gelatinoso del citoplasma, all’interno delle cellule.

Il loro compito è quello di produrre enormi quantità di energia, ricavandola dal cibo che mangi, zuccheri e grassi e dall’aria che respiri.

Per questo sono spesso definiti le “centrali elettriche” delle cellule.

La letteratura scientifica conferma il ruolo cruciale dei mitocondri: quando un numero significativo di queste centrali energetiche smette di funzionare in modo efficiente, l’organismo perde gradualmente la capacità di sostenere l’energia necessaria a tutti i tessuti più attivi (Wallace DC, 2005 – Annual Review of Genetics — PMID: 16285865).

Studi recenti sembrano infatti confermare due punti fondamentali:

  1. il ruolo cruciale dei mitocondri nelle disfunzioni del metabolismo che ci rendono vulnerabili alle svariate malattie croniche nonché al cancro
  2. il cibo che ingeriamo ogni giorno ha un effetto diretto sulla salute dei mitocondri

I mitocondri: dove si fabbrica l’energia

Immagina i mitocondri alla stregua di un generatore di corrente all’interno della cellula.

Questi svolgono preziosi compiti:

  • Attraverso un continuo processo di sintesi e idrolisi, l’organismo elabora ogni giorno una quantità di ATP equivalente a circa il peso corporeo — un ricambio energetico costante che spiega il fabbisogno di nutrienti specifici per sostenerlo.
  • Controllano la naturale morte delle cellule (apoptosi) affinché vengano correttamente eliminate prima che contribuiscano allo sviluppo di malattie croniche.
  • Possiedono sistemi di riparazione del proprio DNA mitocondriale, che è particolarmente esposto allo stress ossidativo prodotto durante la sintesi di energia.
  • Producono radicali liberi: durante il processo di sintesi delle ATP, nei mitocondri si liberano il 90% dei radicali liberi (ROS) presenti nell’organismo (Murphy MP, 2009 – Biochemical Journal — PMID: 19061483). Vedremo più avanti quanti, in che modo e come limitare il più possibile questa produzione.

Due carburanti a confronto: zuccheri o grassi?

Le cellule necessitano continuamente di essere rifornite di energia e la ricavano attraverso due vie, una dagli zuccheri e carboidrati che consumi (glicolisi) che avviene nel citoplasma, l’altra dai grassi (β-ossidazione e ciclo di Krebs) che avviene nei mitocondri.

Cosa succede quando bruci zuccheri

Cosa succede quando bruci zuccheri

Ricavare energia da un’alimentazione ricca di carboidrati e povera di grassi stimola il corpo a produrre più radicali liberi.

I radicali liberi sono importanti al fine della nostra salute, a patto che vengano prodotti nel giusto equilibrio.

Ricavare energia dai carboidrati crea radicali liberi in eccesso con potenziale danno ai tessuti, alle membrane cellulari, alla struttura del DNA e creando un aumento dei livelli di infiammazione cronica di basso grado, uno dei fattori chiave alla base delle malattie metaboliche moderne.

Quando, al contrario, l’organismo e in modo particolare le cellule ricavano energia dalla combustione di grassi, la produzione di radicali liberi si riduce del 30-40%.

Un modo per garantire alle cellule minore stress ossidativo e ridurre di conseguenza il livello d’infiammazione.

Un’alimentazione ricca di carboidrati e povera di grassi aumenta il livello d’infiammazione nel corpo.

Oltre un eccesso di radicali liberi, l’infiammazione aumenta a seguito della perdita della sensibilità all’insulina da parte dei recettori delle cellule: è il fenomeno dell’insulino resistenza, anticamera del diabete.

Ogni tipo di zucchero o carboidrato che ingeriamo si trasforma, attraverso il processo della glicolisi, in glucosio che crea un rapido aumento della glicemia nel sangue.

Il pancreas secerne allora l’ormone dell’insulina che ristabilisce l’equilibrio, togliendo lo zucchero dal flusso sanguigno e consegnandolo alle cellule.

Ma le uniche cellule che usano come carburante il glucosio sono i neuroni, le cellule della fibra bianca dei muscoli e i globuli rossi.

Tutte le altre cellule ricavano energia dalla combustione dei grassi.

Come gestisce il corpo un’alimentazione basata sul 60% di carboidrati, qual è attualmente quella occidentale?

Costringe il pancreas a produrre insulina in continuazione: livelli cronicamente elevati di insulina (iperinsulinemia) si associano a uno stato pro-infiammatorio sistemico e all’insulino-resistenza.

L’insulina, dopo aver consegnato il glucosio alle cellule dei muscoli e ai neuroni, per stoccare il surplus, obbliga le altre cellule a ricavare energia attraverso la glicolisi anziché attraverso i grassi, e forza il fegato ad incamerare lo zucchero in eccesso.

Il fegato è costretto così a convertire il glucosio in trigliceridi e particelle di colesterolo piccole, dense e facilmente ossidabili (LDL) ed ecco perché ti ritrovi con alti valori di colesterolo cattivo e trigliceridi, nel sangue.

Va detto, infine, che se il corpo utilizza principalmente il glucosio come carburante, inibisce la sua capacità di bruciare grassi.

Cosa succede quando bruci grassi

Il passaggio da una dieta che brucia zuccheri ad una dieta che brucia grassi comporta il rilascio nel sangue di chetoni o corpi chetonici.

Queste molecole vengono prodotte dai mitocondri del fegato ed, essendo idrosolubili, attraversano con facilità le membrane delle cellule e oltrepassano anche la barriera emato-encefalica portando nutrimento al cervello (Newman JC, Verdin E, 2017 – Annual Review of Nutrition — PMID: 28826372).

Il nostro organismo è una macchina chimica perfetta e i chetoni dovevano poter garantire al corpo e al cervello dell’uomo un carburante di riserva nei vari periodi di carestia che si è trovato a vivere durante tutta la sua evoluzione.

Senza chetoni nel sangue potremo sopravvivere in assenza di cibo solo un paio di settimane, mentre quando il corpo attinge energia dalla combustione di grassi, la possibilità di sopravvivenza passa a più di un mese.

Quando si parla di chetoni, è bene fare una precisazione: la chetosi nutrizionale di cui stiamo discutendo non è da confondere con la chetoacidosi diabetica, seria complicazione metabolica del diabete 1.

Nella chetosi nutrizionale i chetoni:

  • svolgono un ruolo importante nel contenere l’infiammazione, riducono le citochine pro infiammatorie ed aumentano quelle antinfiammatorie
  • sono un carburante più pulito e causano meno danni ossidativi
  • hanno una funzione protettiva sulle cellule cerebrali prevenendo malattie neurodegenerative
  • aumentano la produzione di mitocondri nel cervello aiutando l’organismo a migliorare la sua capacità di produrre energia

La scienza è chiara: i grassi forniscono più energia e concentrazione, saziano più a lungo, sbloccano il metabolismo lento consumando le riserve accumulate da anni. Le ricerche più recenti confermano che i chetoni agiscono anche come mediatori di segnale, rilevanti nella regolazione dell’infiammazione e nella protezione di diversi organi (Puchalska P, Crawford PA, 2021 – Annual Review of Nutrition — PMID: 34633859).

Ti liberi gradualmente da molti effetti collaterali dell’eccesso di zuccheri: fame ricorrente, stanchezza, sbalzi di umore e l’infiammazione cronica di basso grado che alimenta numerosi disturbi metabolici.

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Quando i mitocondri si deteriorano

Il DNA non è contenuto solo all’interno del nucleo delle cellule (DNA nucleare), ma anche all’interno dei mitocondri (DNA mitocondriale) ed è molto più vulnerabile e soggetto all’attacco dei radicali liberi (ROS) che si sprigionano durante il processo di conversione del cibo in energia (Murphy MP, 2009 – Biochemical Journal — PMID: 19061483).

Come le cellule riciclano i propri componenti danneggiati attraverso il processo di autofagia, lo stesso avviene specificamente per i mitocondri attraverso un processo chiamato mitofagia.

I mitocondri sono soggetti a danni molecolari durante il loro lavoro e pertanto, per garantire che il processo sia efficiente, è necessario che vengano sostituiti e riciclati costantemente.

Quando questo processo naturale si inceppa e i mitocondri compromessi non vengono più sostituiti, l’efficienza energetica delle cellule cala progressivamente, con conseguenze sull’energia generale dell’organismo.

Disfunzione dei mitocondri e cancro

Disfunzione dei mitocondri e cancro

Negli ultimi anni una linea di ricerca emergente, nota come teoria metabolica del cancro, ha riportato l’attenzione sul ruolo che la disfunzione mitocondriale potrebbe avere nei processi di trasformazione cellulare.

L’ipotesi, che riprende e aggiorna le intuizioni di Otto Warburg negli anni Venti del Novecento, osserva che molte cellule tumorali presentano un metabolismo energetico alterato: ricavano energia prevalentemente dalla glicolisi anche in presenza di ossigeno, mostrando una sorta di “preferenza” per il glucosio rispetto alla via mitocondriale.

Si tratta di un campo di indagine attivo, ma ancora minoritario nella letteratura oncologica, che resta saldamente ancorata al modello prevalente delle mutazioni genetiche somatiche. Le evidenze sull’impatto dello stile di vita sulla salute mitocondriale sono incoraggianti per la prevenzione metabolica in senso ampio — ridurre infiammazione, migliorare la sensibilità insulinica, mantenere la flessibilità metabolica — ma non vanno interpretate come strategie di trattamento o prevenzione oncologica.

Vale la pena ricordare un principio di buon senso: ogni percorso che riguarda la diagnosi, la prevenzione o il trattamento di patologie tumorali richiede sempre la valutazione di un medico specialista.

L’alimentazione e lo stile di vita possono accompagnare e sostenere il benessere generale dell’organismo, ma non sostituiscono in nessun caso i percorsi medici dedicati.

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Mitocondri: come prendersene cura

L’organismo è in grado di produrre nuovi mitocondri sani attraverso la biogenesi mitocondriale.

Al fine di garantire la massima efficienza di questo processo, ecco come puoi prendertene cura. Studi su modelli animali hanno mostrato che un’alimentazione a basso contenuto di carboidrati e ricca di grassi può estendere la longevità e migliorare la salute generale durante l’invecchiamento (Roberts MN et al., 2017 – Cell Metabolism — PMID: 28877457):

  1. Fornisci loro grassi saturi quale miglior carburante, al posto degli zuccheri.
  2. Produci meno radicali liberi mantenendo basso il livello di glucosio nel sangue.
  3. Pratica il digiuno intermittente che favorisce il passaggio dal carburante zucchero al carburante grassi.
  4. Diventa metabolicamente flessibile riducendo al minimo l’assunzione dei carboidrati e introducendo grassi sani nella tua routine quotidiana.
  5. Mantieni un livello ottimale di ferro. Un eccesso di ferro, attraverso un processo denominato reazione di Fenton, danneggia il DNA mitocondriale.

Passo numero uno: elimina lo zucchero dalla tua dieta

Nonostante sia radicata la credenza secondo cui senza carboidrati non riusciremmo a stare in piedi, in realtà non ne abbiamo un eccesivo bisogno.

Non sono essenziali per il nostro organismo.

Per milioni di anni il consumo di grassi ha rappresentato il 75% della dieta dell’Homo Sapiens.

Solo il 5% era costituito da carboidrati provenienti soprattutto da frutta e bacche e limitato ad un breve periodo dell’anno.

Oggigiorno grassi e carboidrati si sono scambiati di posto: consumiamo carboidrati per un 60% e grassi per un 20%.

I grassi più salutari sono addirittura relegati al 10%, a seguito della demonizzazione perpetrata nei decenni scorsi.

Per produrre meno radicali liberi, ottimizzare il lavoro dei mitocondri, è necessario che tu produca energia dai grassi e questo è possibile solo se riduci drasticamente il consumo di zuccheri e carboidrati.

Può non essere facile all’inizio, specie se non sai da dove iniziare.

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Conclusione

I mitocondri sono il luogo dove le cellule fabbricano l’energia che ci tiene in vita, e la qualità del loro funzionamento dipende in larga parte da ciò che mettiamo nel piatto ogni giorno. Ogni scelta alimentare è un segnale che il corpo riceve — e che le sue piccole centrali energetiche imparano a usare.

La buona notizia è che i mitocondri rispondono in modo notevole ai cambiamenti, anche dopo anni di funzionamento subottimale. Con la nutrizione metabolica del Metodo Sautón puoi sostenere la loro biogenesi, ritrovare energia stabile e costruire abitudini di lunga vita — non con la disciplina, ma con il riequilibrio del metabolismo.

Domande frequenti

Sono organelli presenti in quasi tutte le cellule, responsabili di produrre la maggior parte dell’energia (ATP) che il corpo usa per funzionare. Sono particolarmente abbondanti nelle cellule più attive: cuore, cervello, fegato, reni e muscoli.

Un eccesso cronico di zuccheri e carboidrati raffinati, lo stress ossidativo, la sedentarietà, il sonno scarso e l’esposizione a tossine ambientali. La dieta moderna ricca di ultraprocessati è uno dei fattori più impattanti nel tempo.

Attraverso il processo di mitofagia (il riciclo dei mitocondri danneggiati) e la biogenesi mitocondriale (la formazione di nuovi). Entrambi sono stimolati da attività fisica regolare, periodi di riposo metabolico e un’alimentazione povera di zuccheri raffinati.

No, al contrario: i grassi sani sono il carburante che i mitocondri utilizzano in modo più efficiente, con meno produzione di radicali liberi rispetto agli zuccheri. Sono i grassi industriali, quelli idrogenati e gli oli raffinati a creare problemi.

I chetoni sono molecole prodotte dal fegato a partire dai grassi quando l’apporto di carboidrati è ridotto. I mitocondri li usano come carburante efficiente, generando meno stress ossidativo rispetto al glucosio. La chetosi nutrizionale è un fenomeno fisiologico, da non confondere con la chetoacidosi diabetica.

Sì. L’esercizio aerobico moderato è uno degli stimoli più potenti per la biogenesi mitocondriale: aumenta numero, dimensione ed efficienza dei mitocondri, soprattutto nei muscoli e nel cuore.

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere di un medico o di un professionista sanitario qualificato. Se assumi farmaci o soffri di patologie croniche, consulta il tuo medico prima di modificare la tua alimentazione o di assumere integratori.

Fonti:

  1. Newman JC, Verdin E, 2017 – Annual Review of Nutrition — PMID: 28826372
  2. Puchalska P, Crawford PA, 2021 – Annual Review of Nutrition — PMID: 34633859
  3. Roberts MN, Wallace MA, Tomilov AA, et al., 2017 – Cell Metabolism — PMID: 28877457
  4. Murphy MP, 2009 – Biochemical Journal — PMID: 19061483
  5. Wallace DC, 2005 – Annual Review of Genetics — PMID: 16285865

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