Fegato e alimentazione: come supportarlo naturalmente

Devi Francesca Cillo

Naturopata | Fondatrice Metodo Sautón | 40 anni di esperienza

Il tuo fegato lavora senza sosta 24 ore su 24, filtrando quasi 2 litri di sangue ogni minuto. Gestisce oltre 500 funzioni metaboliche essenziali e neutralizza tossine che potrebbero danneggiare il corpo.

Quando lo sovraccarichi con cibi sbagliati, alcol, farmaci o stress cronico, questa centrale biochimica rallenta e tutto l’organismo ne risente.

La buona notizia è che la nutrizione metabolica ti offre strumenti concreti per supportare il fegato attraverso scelte alimentari mirate che lo aiutano a rigenerarsi e funzionare al meglio.

Il fegato: molto più di un semplice filtro

Il fegato non è solo un organo che elimina le tossine. È il laboratorio biochimico più sofisticato del corpo umano.

Produce bile per digerire i grassi, immagazzina vitamine liposolubili, regola la glicemia, sintetizza proteine essenziali come l’albumina e i fattori di coagulazione. Ogni giorno produce circa un litro di bile che raccoglie le tossine trasformate e le invia all’intestino per l’eliminazione.

La detossificazione epatica avviene in tre fasi precise e coordinate.

Nella fase uno, gli enzimi del citocromo P450 trasformano le tossine liposolubili in composti intermedi più reattivi attraverso processi di ossidazione. Questi metaboliti intermedi possono essere temporaneamente più dannosi delle tossine originali, motivo per cui la fase due deve funzionare efficacemente.

Nella fase due, i metaboliti vengono coniugati con molecole come glutatione, solfati o acido glucuronico che li rendono idrosolubili e pronti per l’eliminazione. Questa fase richiede nutrienti specifici e se mancano, i metaboliti tossici si accumulano creando più danno che beneficio.

La fase tre trasporta le tossine coniugate fuori dalle cellule epatiche attraverso la bile verso l’intestino o attraverso il sangue verso i reni.

Quando una di queste fasi è compromessa, l’intero sistema di depurazione rallenta. I sintomi sono chiari: stanchezza persistente, difficoltà digestive, pelle opaca, difficoltà a perdere peso, sensibilità chimica aumentata.

La nutrizione metabolica fornisce gli strumenti necessari per ottimizzare tutte e tre le fasi della detossificazione epatica.

I nemici del fegato: cosa evitare assolutamente

L’alcol è il nemico numero uno del fegato. Non è un nutriente ma una tossina che il fegato deve metabolizzare con priorità assoluta, bloccando tutte le altre funzioni.

Anche quantità moderate di alcol quotidiane danneggiano gli epatociti e promuovono l’accumulo di grasso epatico. La steatosi epatica non alcolica è diventata una delle condizioni croniche più diffuse proprio per l’accumulo di grasso nel fegato.

Lo zucchero e i carboidrati raffinati sovraccaricano il fegato quanto l’alcol. Il fruttosio in eccesso viene metabolizzato quasi esclusivamente dal fegato e quando supera la capacità di elaborazione, viene convertito in grasso che si deposita negli epatociti.

Il fegato grasso ostacola la detossificazione e promuove l’infiammazione sistemica che peggiora ulteriormente la funzione epatica.

I grassi trans e gli oli vegetali raffinati come olio di mais, girasole e soia sono pro-infiammatori e richiedono al fegato un lavoro extra per essere metabolizzati. Questi grassi alterati si incorporano nelle membrane cellulari rendendole rigide e meno funzionali.

I cibi ultra-processati contengono additivi, conservanti, coloranti che il fegato non riconosce e deve neutralizzare con fatica.

I farmaci, anche quelli da banco, vengono metabolizzati dal fegato e un uso prolungato o combinato può sovraffaticare l’organo. Il paracetamolo, per esempio, in dosi elevate esaurisce le scorte di glutatione epatico lasciando il fegato vulnerabile.

Anche i contraccettivi ormonali, gli antibiotici e i farmaci per l’ipertensione mettono sotto stress il sistema di detossificazione.

Gli alimenti che rigenerano il fegato

Gli alimenti che rigenerano il fegato

Le verdure crucifere sono alleate potenti del fegato. Broccoli, cavolfiori, cavoli, cavoletti di Bruxelles contengono sulforafano e indolo-3-carbinolo, composti che attivano gli enzimi di detossificazione della fase uno e due.

Questi vegetali aumentano la produzione di glutatione e supportano la neutralizzazione degli estrogeni in eccesso che possono promuovere tumori ormonodipendenti. Consumane almeno due porzioni al giorno, preferibilmente cotte al vapore.

Le verdure amare stimolano la produzione e il flusso di bile. Carciofi, radicchio, cicoria, tarassaco, rucola contengono principi amari che aumentano la secrezione biliare migliorando la digestione dei grassi e l’eliminazione delle tossine.

La cinarina del carciofo protegge gli epatociti dallo stress ossidativo e favorisce la rigenerazione cellulare. Il sapore amaro non è un caso: è il segnale che stai attivando i processi depurativi.

L’aglio e la cipolla sono ricchi di composti solforati essenziali per la fase due della detossificazione. Lo zolfo si lega alle tossine rendendole idrosolubili e facili da eliminare.

L’aglio contiene allicina che attiva gli enzimi epatici e protegge il fegato dai metalli pesanti. La cipolla fornisce quercetina, un flavonoide antiossidante che riduce l’infiammazione epatica.

Le barbabietole rosse contengono betaina, un composto che supporta la metilazione epatica, un processo della fase due essenziale per neutralizzare le tossine.

La betaina protegge il fegato dall’accumulo di grasso e migliora il flusso biliare. Le barbabietole cotte rappresentano uno dei rimedi tradizionali più potenti per depurare il fegato: puoi consumarle al vapore, saltate in padella o stufate, per preservarne gli antiossidanti che proteggono gli epatociti e renderle più digeribili.

I grassi giusti per un fegato sano

Contrariamente a quello che molti pensano, il fegato ha bisogno di grassi di qualità per funzionare bene. Il problema non sono i grassi in sé ma il tipo di grassi.

I grassi saturi naturali da fonti animali grass-fed e il ghee biologico forniscono energia pulita senza creare infiammazione. Il ghee è burro chiarificato privo di caseina e lattosio, perfetto per cucinare ad alte temperature senza produrre composti tossici.

L’olio di cocco contiene trigliceridi a catena media che vengono metabolizzati direttamente dal fegato e trasformati in energia senza bisogno di bile. Questi grassi MCT accelerano il metabolismo e non si accumulano nel tessuto adiposo.

L’olio di cocco ha anche proprietà antimicrobiche che supportano la salute intestinale riducendo il carico tossinico che arriva al fegato.

Gli omega-3 da pesce grasso come salmone selvaggio, sgombro, sardine hanno potenti effetti antinfiammatori sul fegato. Studi confermati dalla scienza PNEI dimostrano che gli omega-3 riducono il grasso epatico e migliorano la sensibilità insulinica.

Il rapporto ideale omega-6/omega-3 dovrebbe essere 4 a 1, ma nella dieta moderna è spesso 20 a 1 o peggio, creando uno stato infiammatorio cronico.

L’avocado è ricco di grassi monoinsaturi e glutatione, il più potente antiossidante prodotto dal fegato. Mangiare avocado regolarmente aumenta i livelli di glutatione epatico e protegge dalla degenerazione grassa.

L’avocado contiene anche vitamina E che protegge le membrane cellulari degli epatociti dallo stress ossidativo prodotto durante la detossificazione.

Il ruolo del glutatione nella detossificazione

Il glutatione è il più importante antiossidante prodotto dal corpo, presente in altissime concentrazioni nel fegato. È composto da tre aminoacidi: cisteina, glicina e acido glutammico.

Il glutatione lega le tossine nella fase due della detossificazione epatica rendendole idrosolubili ed eliminabili. Senza glutatione sufficiente, le tossine si accumulano e danneggiano le cellule epatiche.

Il problema è che il glutatione viene continuamente consumato durante la detossificazione e deve essere rigenerato costantemente.

Stress, inquinamento, farmaci, alcol, esercizio fisico intenso esauriscono rapidamente le scorte di glutatione. Con l’età la produzione diminuisce lasciando il fegato più vulnerabile. Fornire i precursori del glutatione attraverso alimentazione e integrazione diventa essenziale.

Gli alimenti ricchi di cisteina, il precursore limitante del glutatione, sono uova biologiche, pesce, carne grass-fed, semi di girasole. Le proteine di alta qualità forniscono tutti gli aminoacidi necessari per sintetizzare glutatione.

Ma anche con una buona alimentazione, in condizioni di stress elevato o detossificazione intensa, l’integrazione può fare la differenza.

La N-acetilcisteina è il precursore più efficace del glutatione. Viene assorbita bene a livello intestinale e attraversa facilmente le membrane cellulari dove viene convertita in cisteina e poi in glutatione.

La NAC non solo aumenta i livelli di glutatione ma agisce anche direttamente come antiossidante neutralizzando i radicali liberi. Dosaggi efficaci vanno da 600 a 1200 mg al giorno.

Le proteine: essenziali per la rigenerazione epatica

Il fegato è l’unico organo che può rigenerarsi completamente. Anche se perdi il 70 percento del tessuto epatico, il fegato può ricrescere fino alle dimensioni originali in poche settimane.

Ma questa capacità rigenerativa richiede proteine di alta qualità. Gli aminoacidi sono i mattoni per costruire nuovi epatociti e riparare quelli danneggiati.

La carenza proteica compromette gravemente la funzione epatica. Senza aminoacidi sufficienti, il fegato non può produrre gli enzimi di detossificazione, il glutatione, l’albumina e le altre proteine essenziali.

Molte persone che seguono diete restrittive o vegetariane mal pianificate sviluppano problemi epatici proprio per l’insufficiente apporto proteico.

Le migliori fonti proteiche per il fegato sono uova biologiche, pesce pescato, carne grass-fed, proteine da collagene. Ogni pasto dovrebbe contenere almeno 20-30 grammi di proteine di qualità.

Il collagene fornisce glicina, il secondo aminoacido del glutatione, spesso carente nella dieta moderna che privilegia carne muscolare ricca di metionina ma povera di glicina.

Le proteine vegetali da legumi e semi possono contribuire ma sono incomplete e meno biodisponibili. Se segui una dieta plant-based, combina diverse fonti proteiche e considera l’integrazione con aminoacidi essenziali per garantire al fegato tutti i mattoni necessari.

La metionina e la cisteina, aminoacidi solforati, sono particolarmente importanti per la detossificazione epatica.

Micronutrienti essenziali per la funzione epatica

Il selenio è un cofattore essenziale della glutatione perossidasi, l’enzima che rigenera il glutatione ossidato. Senza selenio sufficiente, il glutatione non può essere riciclato efficacemente e la capacità antiossidante del fegato crolla.

Bastano due noci del Brasile al giorno per coprire il fabbisogno di selenio. Il selenio protegge anche dalla tossicità dei metalli pesanti come mercurio e cadmio.

Lo zinco è coinvolto in oltre 300 reazioni enzimatiche molte delle quali avvengono nel fegato. È necessario per la sintesi proteica, la guarigione delle ferite, la funzione immunitaria e la detossificazione dell’alcol.

La carenza di zinco rallenta la rigenerazione epatica e compromette la produzione di enzimi. Fonti ricche sono carne rossa, ostriche, semi di zucca.

Le vitamine del gruppo B, specialmente B6, B12 e folato, sono essenziali per la metilazione epatica, un processo della fase due che neutralizza l’omocisteina e supporta la produzione di glutatione.

La metilazione è uno dei processi biochimici più importanti del corpo e quando funziona male, le tossine si accumulano. Le vitamine B devono essere in forma metilata per chi ha mutazioni del gene MTHFR che compromettono il metabolismo dei folati.

La vitamina C protegge il fegato dallo stress ossidativo prodotto durante la fase uno della detossificazione. Il fegato contiene alte concentrazioni di vitamina C che viene rapidamente consumata quando il carico tossinico aumenta.

Fonti naturali come i kiwi e i cavoli verdi forniscono vitamina C insieme a bioflavonoidi che amplificano l’effetto antiossidante.

L’importanza dell’idratazione per il fegato

Il fegato dipende dall’acqua per svolgere le sue funzioni di detossificazione. Senza un’adeguata idratazione, la bile diventa densa e viscosa, perdendo la sua capacità di trasportare ed eliminare le tossine liposolubili.

Una bile troppo concentrata favorisce inoltre la formazione di calcoli biliari e ostacola il normale flusso verso l’intestino.

La regola d’oro è bere almeno 2 litri di acqua calda distribuiti durante l’arco della giornata, aumentando le quantità se pratichi sport o ti trovi in ambienti caldi.

Scegli un’acqua con residuo fisso inferiore a 50 mg per litro e pH compreso tra 6 e 7, per alleggerire il lavoro di filtrazione di reni e fegato evitando un sovraccarico di minerali inorganici.

L’acqua deve essere calda perché la temperatura corporea (37-38°C) è l’alleata perfetta del fegato: non blocca i processi digestivi e non raffredda gli organi interni.

Al contrario, l’acqua fredda rallenta il metabolismo, ostacola la digestione dei grassi e può creare stagnazione nel sistema digestivo — esattamente quello che vuoi evitare durante una fase di depurazione.

Il rituale del mattino è fondamentale: appena sveglio, bevi una tazza di acqua calda per riattivare delicatamente il fegato dopo il riposo notturno. Se vuoi potenziare l’effetto depurativo, aggiungi qualche goccia di limone, ma solo per cicli brevi di 10 giorni, non come abitudine permanente.

Attendi poi almeno mezz’ora prima della colazione, dando tempo al fegato di completare il suo lavoro di pulizia.

Durante il giorno, alterna l’acqua calda con tisane specifiche che aggiungono principi attivi mirati: tarassaco per stimolare la bile, cardo mariano per proteggere le cellule epatiche, carciofo per facilitare il drenaggio, bardana e ortica per supportare l’eliminazione renale.

Preparale in infusione e bevile calde, senza dolcificare: il sapore amaro è proprio quello che serve per attivare la secrezione biliare.

Erbe e integratori per supportare il fegato

Il cardo mariano contiene silimarina, un complesso di flavonolignani con potenti proprietà epatoprotettive. La silimarina protegge le membrane degli epatociti, riduce l’infiammazione, stimola la sintesi proteica e favorisce la rigenerazione cellulare.

Studi clinici dimostrano che il cardo mariano migliora i marker epatici in persone con danno epatico da alcol, farmaci o epatite. Dosaggio efficace 200-400 mg di silimarina al giorno.

La curcuma contiene curcumina, un potente antinfiammatorio che riduce lo stress ossidativo epatico e stimola la produzione di bile. La curcumina protegge il fegato da tossine, alcol e farmaci epatotossici.

Il problema è la bassa biodisponibilità della curcuma in polvere. Per assorbimento ottimale serve la forma liposomiale o abbinare la curcuma con pepe nero che contiene piperina, un composto che aumenta l’assorbimento del 2000 percento.

L’acido alfa lipoico è un antiossidante unico che funziona sia in ambiente acquoso che lipidico. Protegge il fegato dai radicali liberi, rigenera altri antiossidanti come vitamina C, E e glutatione, e facilita l’eliminazione dei metalli pesanti come mercurio e piombo.

L’acido alfa lipoico migliora anche la sensibilità insulinica aiutando a prevenire e trattare il fegato grasso. Dosaggio 300-600 mg al giorno.

La colina è un nutriente essenziale per prevenire l’accumulo di grasso nel fegato. La colina trasporta i grassi fuori dagli epatociti impedendo la steatosi. La carenza di colina è una delle cause principali di fegato grasso anche in persone che non bevono alcol.

Fonti ricche sono tuorli d’uovo, fegato di manzo, pesce. L’integrazione con 500-1000 mg di colina al giorno può essere necessaria per chi ha già fegato grasso.

L’intestino: alleato o nemico del fegato

Il fegato e l’intestino sono collegati da un sistema chiamato asse intestino-fegato. Tutto ciò che passa attraverso l’intestino arriva al fegato attraverso la vena porta.

Se l’intestino è permeabile e infiammato, endotossine batteriche e molecole alimentari non digerite entrano nel circolo portale e sovraccaricano il fegato. Questa condizione, nota come endotossiemia metabolica, mantiene il fegato in uno stato infiammatorio cronico.

Un microbiota intestinale sbilanciato produce più tossine che il fegato deve neutralizzare. I batteri patogeni fermentano carboidrati producendo alcol endogeno che danneggia il fegato quanto l’alcol bevuto.

La disbiosi altera anche il metabolismo degli acidi biliari creando un circolo vizioso che peggiora sia la salute intestinale che quella epatica.

I probiotici di alta qualità ripristinano l’equilibrio del microbiota riducendo l’infiammazione intestinale e il carico tossinico sul fegato. Lattobacilli e bifidobatteri producono acidi grassi a catena corta che nutrono le cellule intestinali e rafforzano la barriera mucosale.

Un intestino sano significa meno lavoro per il fegato.

Le fibre solubili da verdure, semi di lino, psyllium assorbono tossine nel colon impedendo il riassorbimento. Il fegato lavora duramente per neutralizzare le tossine e inviarle nell’intestino attraverso la bile.

Se l’intestino è lento e stiptico, le tossine vengono riassorbite ricircolando nel fegato. Una digestione regolare con almeno una evacuazione al giorno è essenziale per completare il ciclo di detossificazione.

Il ritmo circadiano del fegato

Il fegato segue ritmi circadiani precisi con picchi di attività in momenti specifici della giornata.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, il fegato è più attivo tra l’una e le tre del mattino, momento in cui completa la depurazione notturna. Svegliarsi frequentemente in questa fascia oraria può indicare un sovraccarico epatico.

Nella MTC, il fegato è anche l’organo che governa il libero fluire del Qi (energia vitale) e le emozioni. Rabbia repressa, frustrazione cronica, stress emotivo bloccano l’energia del fegato e ne compromettono la funzione detossificante.

Il digiuno notturno tra cena e colazione è fondamentale per permettere al fegato di rigenerarsi. Durante il sonno il fegato ripara le cellule danneggiate, produce proteine, sintetizza glutatione.

Mangiare tardi la sera o fare spuntini notturni costringe il fegato a continuare a lavorare sulla digestione impedendo la rigenerazione. Almeno 12 ore di digiuno notturno ottimizzano la salute epatica.

Il sonno profondo è quando il sistema glinfatico cerebrale elimina le tossine metaboliche accumulate durante il giorno. Ma anche il fegato beneficia del sonno profondo per completare i processi di riparazione.

Dormire meno di 7 ore compromette la funzione epatica e aumenta il rischio di sviluppare fegato grasso. La qualità del sonno è tanto importante quanto la quantità.

L’esposizione alla luce solare al mattino sincronizza l’orologio circadiano epatico. La luce blu naturale del sole stimola il cortisolo mattutino che attiva il metabolismo e prepara il fegato per la giornata.

Al contrario, l’esposizione alla luce blu artificiale di sera disturba i ritmi circadiani e compromette la rigenerazione notturna del fegato.

Quando il fegato ha bisogno di aiuto: i segnali

Alcuni sintomi indicano chiaramente che il fegato è sotto stress e ha bisogno di supporto.

La stanchezza persistente anche dopo una notte di sonno è uno dei segnali più comuni. Quando il fegato fatica, non riesce a regolare adeguatamente la glicemia e non produce abbastanza energia, lasciandoti esausto.

La difficoltà digestiva, specialmente con i grassi, indica produzione insufficiente di bile. Gonfiore dopo i pasti, feci chiare o grasse, nausea quando mangi cibi ricchi sono tutti segnali di compromissione biliare.

L’accumulo di tossine causa anche alitosi persistente e lingua patinata, segni che il corpo non riesce a eliminare efficacemente i prodotti di scarto.

I problemi cutanei come acne, eczema, prurito, pelle giallastra riflettono spesso sovraccarico epatico. La pelle è un organo di eliminazione secondario e quando fegato e intestino sono compromessi, il corpo cerca di espellere le tossine attraverso la cute.

Anche le occhiaie scure e la pelle opaca indicano accumulo tossinico.

L’intolleranza chimica aumentata, con reazioni a profumi, detersivi, fumi, farmaci suggerisce che il sistema di detossificazione è saturo. Quando il fegato non riesce a neutralizzare efficacemente le tossine ambientali, diventi ipersensibile a stimoli che prima tolleravi.

Questo è un segnale chiaro che il fegato ha bisogno di supporto nutrizionale mirato.

Sono segnali che vediamo spesso nelle persone che si rivolgono ai nostri coach certificati. E nella maggior parte dei casi, bastano poche settimane di nutrizione metabolica per vedere i primi cambiamenti.

La strategia completa per un fegato sano

Supportare il fegato richiede un approccio sistemico che integra alimentazione, stile di vita e integrazione mirata.

Inizia eliminando i nemici del fegato: alcol, zuccheri, carboidrati raffinati, grassi trans, cibi ultra-processati. Questa pulizia alimentare riduce il carico tossinico permettendo al fegato di recuperare.

Aumenta i cibi che supportano la detossificazione: verdure crucifere e amare, grassi sani, proteine di qualità, alimenti ricchi di glutatione. Ogni pasto dovrebbe contenere almeno una porzione di verdure, una fonte proteica e grassi benefici.

Questa combinazione fornisce tutti i nutrienti necessari per le tre fasi della detossificazione epatica.

Integra strategicamente con NAC per aumentare il glutatione, cardo mariano per protezione epatica, vitamine del gruppo B per supportare la metilazione, omega-3 per ridurre l’infiammazione.

L’integrazione accelera il recupero epatico quando l’alimentazione da sola non basta, specialmente dopo periodi di stress o esposizione tossica elevata.

Rispetta i ritmi circadiani: digiuno notturno di almeno 12 ore, sonno di qualità, esposizione alla luce naturale mattutina. Il fegato si rigenera seguendo ritmi precisi e sincronizzare il tuo stile di vita con questi ritmi amplifica i benefici.

La costanza è fondamentale: un fegato sano si costruisce giorno dopo giorno con scelte consapevoli.

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Domande frequenti

I segnali principali sono stanchezza persistente anche dopo riposo, difficoltà a digerire grassi, gonfiore dopo i pasti, pelle spenta o giallastra, occhiaie scure, alitosi persistente. Se hai più di tre di questi sintomi è probabile che il fegato abbia bisogno di supporto nutrizionale mirato.

Sì, la steatosi epatica non alcolica è completamente reversibile con nutrizione metabolica. Elimina zuccheri e carboidrati raffinati, aumenta grassi sani omega-3, proteine di qualità e verdure. Studi dimostrano miglioramenti significativi in 8-12 settimane. Il fegato ha una capacità rigenerativa straordinaria se gli dai i nutrienti giusti.

Il ghee contiene circa 4 percento di acido butirrico. Un cucchiaio da tavola al giorno fornisce circa 500-600mg, quantità sufficiente per benefici intestinali che riducono il carico tossinico sul fegato. Puoi aumentare a 2 cucchiai se hai problemi digestivi significativi o fegato grasso.

Dipende dalla durata e dall’intensità dell’esposizione. Danni lievi e moderati sono reversibili supportando il fegato con NAC, cardo mariano, glutatione e alimentazione corretta. Danni severi come cirrosi avanzata sono irreversibili ma puoi rallentare la progressione. Consulta sempre il medico prima di modificare terapie farmacologiche.

Il caffè aumenta i radicali liberi e mette sotto pressione il fegato con un carico aggiuntivo di tossine. Meglio sostituirlo con alternative come l’Energy Coffee o il Keto Coffee a base di cicoria, maca e cacao.

Conclusione

Il fegato è la centrale biochimica del corpo e supportarlo attraverso l’alimentazione e lo stile di vita è uno degli investimenti più importanti per la salute a lungo termine.

Non servono detox estremi o digiuni prolungati, ma scelte quotidiane coerenti che forniscono i nutrienti giusti ed eliminano i sovraccarichi tossici.

La nutrizione metabolica ti offre tutti gli strumenti per mantenere il fegato efficiente, favorire la sua rigenerazione naturale e prevenire il deterioramento che compromette energia, metabolismo e benessere generale.

È un approccio confermato dalla scienza PNEI, dalla Medicina Tradizionale Cinese e dall’esperienza di oltre 21.000 persone che lo hanno già sperimentato con i nostri coach certificati in tutta Italia.

Un fegato sano significa un corpo che funziona al meglio.

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