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Trimetilglicina: cos’è, benefici e controindicazioni

Trimetilglicina: cos’è, benefici e controindicazioni
In questo articolo Che cos’è la trimetilglicina Benefici della trimetilglicina Dove si trova la trimetilglicina? Gli integratori di trimetilglicina sono essenziali? Controindicazioni e interazioni della trimetilglicina Conclusione

La trimetilglicina (o betaina anidra) è un composto naturale, derivato dalla glicina, studiato soprattutto per il suo ruolo nel ridurre l’omocisteina, un fattore di rischio cardiovascolare.

Però questo nutriente “dal nome impronunciabile” ha tanti altri benefici per il nostro organismo.

In questo articolo scoprirai a cosa serve e come integrarla nella tua alimentazione quotidiana.

Che cos’è la trimetilglicina

Trimetilglicina cos'è

La trimetilglicina è presente in molti alimenti, come barbabietole e spinaci, ed è anche prodotta dal nostro organismo a partire dalla colina.

È un potente agente metilante che ha un ruolo importante nella metilazione, quel processo vitale per la formazione di componenti cellulari essenziali come proteine, acidi nucleici e fosfolipidi che formano le membrane delle cellule nervose. 

Trasferendo gruppi metilici da una molecola a un’altra, la metilazione attiva i geni e gli enzimi, guida le reazioni di disintossicazione, influenza la secrezione ormonale e aiuta a mantenere un normale metabolismo di omocisteina.

L’omocisteina è un potente ossidante e generatore di radicali liberi, che viene prodotto normalmente dal metabolismo.

Il corpo ne utilizza solo poche quantità, ma in grandi quantità questa diventa tossica.

Si è scoperto, infatti, che livelli elevati di omocisteina sono associati a un maggior rischio di malattie cardiache e vascolari.

Grazie al processo di metilazione della trimetilglicina, l’omocisteina viene convertita in metionina, che produce SAM (S-adenosil-Metionina), una molecola coinvolta nella regolazione dell’umore e nel funzionamento del fegato.

Trimetilglicina e mutazione MTHFR. Il nostro corpo ha due strade per trasformare l’omocisteina in metionina. La principale usa il folato attivo, prodotto dall’enzima MTHFR. In chi ha la mutazione MTHFR questo enzima lavora meno e l’omocisteina tende ad accumularsi. La seconda strada usa proprio la trimetilglicina come donatore di gruppi metilici: per questo è uno dei nutrienti più studiati per chi ha questa mutazione.

Benefici della trimetilglicina

Sono diversi i benefici della trimetilglicina:

1. Aiuta a ridurre l’omocisteina

Come visto, uno dei ruoli principali svolti dalla trimetilglicina è quello di ridurre i livelli plasmatici di omocisteina, che è un potenziale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari (infarti, ictus, altre forme di arresto cardiaco).

Secondo uno studio del 2013, “l’integrazione con almeno 4 grammi al giorno di trimetiglicina per un minimo di 6 settimane può abbassare l’omocisteina plasmatica“.

2. Ha effetti antinfiammatori

Una revisione scientifica ha evidenziato che la trimetilglicina ha funzioni antinfiammatorie, e studi di laboratorio suggeriscono che possa avere un ruolo protettivo in diverse condizioni infiammatorie.

Questo perché ha un ruolo decisivo nel metabolismo degli aminoacidi solforati, difende dallo stress ossidativo, inibisce le risposte infiammatorie, regola il metabolismo energetico e mitiga l’apoptosi (la morte delle cellule).

3. Può aiutare a migliorare la massa muscolare

Trimetilglicina benefici

Alcuni studi suggeriscono che l’integrazione di trimetilglicina possa favorire la riduzione della massa grassa e l’aumento della massa muscolare.

Da uno studio del 2010 si è evinto che integrare la trimetilglicina permetta un aumento della produzione di potenza e di forza muscolare.

Un altro studio del 2009 ha rilevato che gli studenti universitari maschi che avevano integrato la trimetilglicina per due settimane, avessero migliorato la propria resistenza muscolare durante gli esercizi di squat e aumentato la qualità delle ripetizioni che potevano eseguire.

Uno studio del 2013 ha rivelato che sei settimane di supplementazione di trimetilglicina hanno migliorato la composizione corporea, le dimensioni del braccio e la capacità di lavoro sulla panca.

4. Favorisce la perdita di grasso

Secondo alcuni studi, l’integrazione di trimetilglicina permette di bruciare i grassi più rapidamente, senza perdere la massa muscolare.

Questo perché la trimetilglicina modifica il modo in cui il corpo elabora e divide i nutrienti.

Questo effetto è stato osservato anche da uno studio condotto nel 2018 su studentesse universitarie che seguivano un programma di allenamento.

Lo studio ha rilevato che supplementare 2,5 grammi di trimetilglicina al giorno con 9 settimane di allenamento ha ridotto il grasso corporeo.

5. Può proteggere il fegato

Nel fegato si può accumulare grasso per diversi motivi, come diabete, obesità o abuso di alcol. Negli studi sugli animali la trimetilglicina ha ridotto questo accumulo. Nell’uomo i risultati sono più limitati: uno studio suggerisce che possa aiutare a non farlo peggiorare.

Dove si trova la trimetilglicina?

Trimetilglicina migliori fonti
AlimentoNel Metodo
Spinaci e bietole (cotti)Sì
Barbabietola (cotta)Sì
Manzo e vitelloSì
TacchinoSì
Crusca di frumento, segale, kamutNo, contengono glutine
Vino e birraNo

Pur essendo buone fonti di trimetiglicina, non tutti questi alimenti sono salutari: come sai, se segui il Metodo Sautón, gli alimenti fatti con grano e i cereali sono ricchi di glutine, una proteina molto problematica.

Puoi approfondire la questione, leggendo questo articolo.

Fra l’altro la trimetiglicina si ritrova anche in vino e in birra, ma anch’esse non sono le fonti più salutari per assumerla.

Prediligi allora fonti più sane e ricche naturalmente di trimetiglicina come spinaci, barbabietole, tacchino, manzo, vitello.

Gli integratori di trimetilglicina sono essenziali?

Non esiste una dose giornaliera raccomandata. Gli studi mostrano che la trimetilglicina riduce l’omocisteina già a dosi moderate. Dosi elevate, dai 4 grammi al giorno in su, possono però aumentare il colesterolo: per questo è meglio restare su dosaggi bassi e confrontarsi con un professionista, soprattutto se hai il colesterolo alto.

Quando assumerla?

La trimetilglicina viene spesso assunta insieme a folato, vitamina B6 e vitamina B12, perché lavorano insieme nel ciclo della metilazione.

Gli integratori di trimetilglicina si ricavano di solito dalla barbabietola da zucchero. Sul mio shop la trovi nell’MTHFR Kit, insieme alle vitamine del gruppo B nella forma attiva, alla vitamina B12 e a zinco e selenio. La dose consigliata è di 2 capsule al giorno dopo un pasto.

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Controindicazioni e interazioni della trimetilglicina

La trimetiglicina può interagire con dei farmaci (quelli usati per trattare malattie del fegato, malattie cardiache o calcoli renali): per questo motivo è doveroso un consulto medico prima di assumere integratori di trimetilglicina.

Chi ha il colesterolo alto, malattie cardiache o assume farmaci dovrebbe consultare il medico prima di assumerla, perché ad alte dosi può aumentare il colesterolo.

Le donne incinte o che allattano non dovrebbero assumere integratori di trimetilglicina.

Non è raccomandata nemmeno per bambini o neonati (a meno che non sia stata prescritta dal medico per trattare eventuali malattie genetiche che causano un malfunzionamento del fegato).

Sebbene i casi di sovradossaggio siano rari, alcuni pazienti hanno riscontrato come effetti collaterali: diarrea, nausea e disturbi dello stomaco.

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Conclusione

La trimetilglicina è un nutriente importante per il corretto funzionamento del nostro organismo, soprattutto per favorire il processo di metilazione e ridurre l’accumulo di omocisteina nel sangue.

Basterebbe semplicemente consumare cibi semplici: proteine, grassi sani e verdure per non esserne carenti, così come insegniamo in Fondamenti.

Vitello, manzo, pollo, tacchino, verdure a foglia verde, bietole, spinaci, sono alcune delle migliori fonti di trimetiglicina.

Se però non ne assumi abbastanza (e lo hai riscontrato a seguito di analisi del sangue), parlane con il tuo medico che potrebbe suggerirti un’integrazione.

Domande frequenti

Sì. La trimetilglicina è chiamata anche betaina anidra. Da non confondere con la betaina cloridrato, che si usa per sostenere la digestione.

Può essere utile, perché offre all’organismo una strada alternativa per smaltire l’omocisteina, che non dipende dall’enzima MTHFR. La scelta va fatta valutando i livelli di omocisteina con un professionista.

Di solito dopo un pasto, spesso insieme a folato, vitamina B6 e B12, che lavorano nello stesso ciclo.

Donne in gravidanza e in allattamento, bambini, e chi ha colesterolo alto o assume farmaci senza aver prima consultato il medico.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o di un professionista della salute. Gli integratori non vanno assunti in gravidanza, in allattamento o in caso di terapie farmacologiche senza il parere del medico.

Fonti:

  1. Olthof MR, Verhoef P. Effects of betaine intake on plasma homocysteine concentrations and consequences for health. Curr Drug Metab. 2005;6(1).
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  3. Zhao G, He F, Wu C et al. Betaine in Inflammation: Mechanistic Aspects and Applications. Front Immunol. 2018;9:1070.
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  6. Cholewa JM, Wyszczelska-Rokiel M, Glowacki R et al. Effects of betaine on body composition, performance, and homocysteine thiolactone. J Int Soc Sports Nutr. 2013;10:39.
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  8. Abdelmalek MF, Sanderson SO, Angulo P et al. Betaine for nonalcoholic fatty liver disease: results of a randomized placebo-controlled trial. Hepatology. 2009;50(6):1818-26.
  9. Olthof MR, van Vliet T, Verhoef P, Zock PL, Katan MB. Effect of homocysteine-lowering nutrients on blood lipids: results from four randomised, placebo-controlled studies in healthy humans. PLoS Med. 2005;2(5):e135.
  10. Betaine Supplementation Moderately Increases Total Cholesterol Levels: A Systematic Review and Meta-Analysis. J Diet Suppl. 2019. doi:10.1080/19390211.2019.1699223
  11. Effects of betaine supplementation on cardiovascular markers: a systematic review and meta-analysis. 2021.
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